Influenza della dieta mediterranea sulle reazioni avverse al vaccino SARS-CoV-2
Nell’ambito delle attività AT 4.2 (Raccolta e analisi di dati per la Valutazione dello stato nutrizionale), AT 4.3 (Produzione e analisi di dati dei fenotipi di obesità), AT 4.4 (Valutazione delle abitudini alimentari abituali e del livello di attività motoria) e AT 4.8 (La nutrizione di precisione: nutrigenomica, nutrigenetica ed epigenetica), l’Unità Operativa UniTorV ha condotto uno studio incentrato sull’effetto della Dieta Mediterranea (MedD) sul sistema immunologico in risposta alla vaccinazione SARS-CoV-2. In particolare, la ricerca si è focalizzata sull’interazione della MedD con la risposta immunologica. L’obiettivo primario è stato valutare gli effetti dell’aderenza alla MedD sulla comparsa degli effetti collaterali più comuni, analizzando anche le differenze tra uomini e donne. Lo studio retrospettivo osservazionale di popolazione si è avvalso di un’indagine web al fine di raccogliere dati sul sesso, sull’aderenza alla Dieta Mediterranea (utilizzando il questionario validato Mediterranean Diet Adherence Screener (MEDAS)) e sugli effetti collaterali della vaccinazione COVID-19 in una specifica fascia d’età di soggetti non patologici e non in terapia farmacologica. L’aderenza alla MedDiet è stata valutata classificando i partecipanti sulla base del punteggio MEDAS in: bassa (0-5 punti), media (6-9 punti) e alta aderenza (≥10 punti).
Complessivamente, 776 partecipanti hanno risposto al sondaggio, di cui il 71,26% erano donne e il 28,74% uomini. È stata riportata una differenza significativa nel punteggio MEDAS tra coloro che avevano o non avevano contratto il COVID-19 (p < 0,0001). In particolare, coloro che hanno sviluppato il COVID-19 (35,2% – 34,9% delle donne e 35,9% degli uomini) avevano un punteggio MEDAS medio di 7,31 ± 2,5, mentre coloro che non l’hanno avuta (64,8%) avevano un punteggio MEDAS di 8,5 ± 1,85. Inoltre, è stato mostrato che un punteggio MEDAS più alto era associato a una diminuzione dei sintomi COVID-19 (p < 0,0001; OR = 3,13; 95%CI 2,232-4,388), ma non a una
diminuzione degli effetti collaterali della vaccinazione all’inizio (p = 0,545; OR = 1,22; 95%CI 0,952- 1,098) e alla fine (p = 0,831; OR = 1,008; 95%CI 0,937-1,085) del ciclo vaccinale, sebbene sia stata osservata un’ associazione significativa tra i gruppi MEDAS e la stanchezza all’ inizio del ciclo vaccinale (p < 0,001).
Relativamente alle differenze tra i sessi, sono state osservate differenze significative nel consumo di olio d’oliva (p < 0,007), verdure (p< 0,0001), carne rossa (p < 0,011), vino (p < 0,0001), legumi (p < 0,014) e carne bianca (p < 0,0001). Inoltre, è stata osservata un’ associazione significativa tra i gruppi MEDAS e l’ ingrossamento dei linfonodi alla fine del ciclo vaccinale (p < 0,021)
esclusivamente nelle donne. I risultati sottolineano quindi un ruolo centrale della MedDiet, non solo nel ridurre il rischio e la
gravità del COVID-19, ma anche nell’ influenzare le risposte sesso-specifiche al vaccino SARS-CoV-2. La comprensione del modo in cui i modelli alimentari interagiscono con il sistema immunitario e con i risultati delle vaccinazioni apre quindi la strada all’ applicazione della Medicina delle 4P, offrendo un approccio promettente per migliorare le risposte ai vaccini e il benessere generale.
Vedi il link dell’articolo (https://www.mdpi.com/2072-6643/16/12/1846)



