Effetti cardiometabolici della Nigella sativa nelle donne in postmenopausa con ipertensione: uno studio pilota prospettico e osservazionale

Nell’ambito delle attività AT 4.2 (Raccolta e analisi di dati per la Valutazione dello stato nutrizionale), AT 4.3 (Produzione e analisi di dati dei fenotipi di obesità), AT 4.4 (Valutazione delle abitudini alimentari abituali e del livello di attività motoria) e AT 4.8 (La nutrizione di precisione: nutrigenomica, nutrigenetica ed epigenetica), l’Unità Operativa UniTorV ha condotto uno studio prospettico osservazionale pilota volto a valutare gli effetti cardiometabolici della supplementazione con Nigella sativa in donne in post-menopausa con ipertensione essenziale non complicata. In particolare, la ricerca si è focalizzata sulla capacità di Nigella sativa di ridurre la pressione arteriosa (brachiale e centrale) e migliorare il profilo metabolico e i sintomi climaterici, esplorando al contempo l’eventuale effetto dose–risposta.

Lo studio ha arruolato complessivamente 52 donne ipertese in post-menopausa, suddivise in tre gruppi: un gruppo controllo (n = 20), un gruppo trattato con 400 mg/die di olio di semi di Nigella sativa (NS1, n = 16) e un gruppo trattato con 800 mg/die (NS2, n = 16), in associazione alla terapia anti-ipertensiva in corso, non modificata per tutta la durata dello studio. Le partecipanti sono state valutate a baseline (T0), a 4 settimane (T1) e a 8 settimane (T2) per: pressione arteriosa brachiale e centrale (mediante dispositivo oscillometrico validato), frequenza cardiaca, parametri di rigidità arteriosa (augmentation index AI@75% e pulse wave velocity), profilo lipidico, glicemia, peso corporeo e indice di massa corporea, oltre che per la sintomatologia climaterica tramite la Greene Climacteric Scale.

Dopo 8 settimane di supplementazione, Nigella sativa ha determinato una riduzione significativa e dose-dipendente della pressione arteriosa d’ufficio: la pressione sistolica brachiale e centrale risultava ridotta in entrambi i gruppi trattati rispetto al controllo, con un effetto più marcato nel gruppo 800 mg/die, mentre la pressione diastolica mostrava un calo significativo soprattutto alle dosi più elevate. Contestualmente si osservava una riduzione dell’augmentation index (AI@75%), indicativa di un miglioramento della rigidità arteriosa, in particolare nel gruppo a 800 mg/die, a fronte di una buona stabilità della pulse wave velocity. La frequenza cardiaca mostrava un decremento significativo, soprattutto nel gruppo ad alto dosaggio, suggerendo un effetto favorevole anche sulla modulazione autonomica.

Sul versante metabolico, dopo 8 settimane il gruppo trattato con 800 mg/die di Nigella sativa presentava una riduzione significativa del colesterolo totale e del colesterolo LDL rispetto al gruppo controllo, con un trend favorevole anche per gli altri parametri lipidici. Nello stesso gruppo si osservava inoltre una significativa perdita di peso e una riduzione dell’indice di massa corporea, a indicare un impatto positivo sul bilancio energetico e sul rischio cardiometabolico complessivo. Parallelamente, entrambe le dosi di Nigella sativa determinavano un miglioramento clinicamente rilevante dei sintomi climaterici, con una riduzione del punteggio medio alla Greene Climacteric Scale già evidente a 8 settimane, più marcata nel gruppo a dosaggio più elevato.

L’analisi multivariata ha evidenziato che un’età inferiore ai 55 anni, una menopausa insorta da meno di 5 anni e una frequenza cardiaca basale superiore a 70 bpm sono associati a una maggiore probabilità di ottenere una riduzione significativa della pressione sistolica con la supplementazione, delineando un profilo di paziente “rispondente” particolarmente sensibile all’intervento. Nel complesso, lo studio indica che Nigella sativa, aggiunta alla terapia anti-ipertensiva standard, è in grado di migliorare il controllo pressorio (anche centrale), la rigidità arteriosa, il profilo lipidico, il peso corporeo e la sintomatologia climaterica in donne ipertese in post-menopausa, con un chiaro gradiente dose–risposta e un profilo di sicurezza favorevole. Questi risultati si inseriscono pienamente nella prospettiva della Medicina delle 4P, suggerendo il potenziale impiego di Nigella sativa come strategia nutraceutica complementare e personalizzata per l’ottimizzazione della prevenzione cardiovascolare nella donna in transizione menopausale.

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