Effetto dell’integrazione con creatina e caffeina sulle prestazioni dei lottatori maschi
Nell’ambito delle attività AT 4.2 (Raccolta e analisi di dati per la Valutazione dello stato nutrizionale), AT 4.3 (Produzione e analisi di dati dei fenotipi di obesità), AT 4.4 (Valutazione delle abitudini alimentari abituali e del livello di attività motoria) e AT 4.8 (La nutrizione di precisione: nutrigenomica, nutrigenetica ed epigenetica), l’Unità Operativa UniTorV ha condotto uno studio sperimentale sugli effetti dell’integrazione di creatina e caffeina, assunte da sole o in combinazione, sulla performance e sui livelli di lattato ematico in lottatori maschi semi-professionisti. L’obiettivo principale è stato valutare se la co-somministrazione dei due supplementi potesse potenziare la prestazione specifica di lotta e modulare la risposta metabolica all’esercizio intenso, rispetto alle assunzioni singole e all’assenza di supplementazione.
Lo studio è stato disegnato come trial randomizzato, in doppio cieco, crossover, placebo-controllato. Sedici lottatori maschi, mediamente giovani (19,4 ± 1,8 anni) e normopeso (BMI 23,1 ± 3,3 kg/m²), hanno completato cinque condizioni sperimentali: creatina (Cr), caffeina (CAF), creatina + caffeina (Cr+CAF), placebo (PLA) e controllo (CON), separate da un washout di sette giorni. I partecipanti assumevano creatina monoidrato (0,1 g/kg) e/o caffeina anidra (3 mg/kg) 60 minuti prima della prova. La prestazione veniva valutata mediante Dummy throw test specifico per la lotta (numero di proiezioni completate in 3 minuti), mentre i livelli di lattato ematico venivano misurati all’orecchio prima del riscaldamento e immediatamente dopo il test.
I risultati hanno evidenziato un effetto significativo della supplementazione sulla performance: il numero di proiezioni è risultato maggiore nelle condizioni Cr+CAF (16,18 ± 1,86 ripetizioni; p < 0,01 vs PLA/CON) e Cr (14,18 ± 1,86 ripetizioni; p = 0,04 vs PLA/CON), rispetto al placebo (12,75 ± 2,01) e alla condizione di controllo (12,18 ± 1,79). La sola caffeina ha mostrato un trend di miglioramento (13,93 ± 2,01) che tuttavia non ha raggiunto la significatività statistica rispetto a PLA e CON (p ≥ 0,05). Per quanto riguarda il metabolismo lattacido, i livelli di lattato post-test sono risultati significativamente più bassi nella condizione Cr (9,46 ± 2,02 mmol/L; p = 0,04 vs PLA/CON), mentre nelle condizioni CAF e Cr+CAF la riduzione, pur presente, non è risultata statisticamente significativa rispetto a placebo e controllo (p ≥ 0,05).
Nel complesso, lo studio dimostra che nei lottatori maschi un’integrazione acuta con creatina, da sola o in associazione con caffeina, migliora la prestazione specifica di lotta, mentre la creatina da sola è in grado di ridurre l’accumulo di lattato ematico dopo esercizio ad alta intensità. Questi risultati confermano il potenziale ergogenico di creatina e caffeina, supportando l’uso mirato di supplementi basato sulle caratteristiche dell’atleta e sul tipo di sport praticato. L’integrazione di tali evidenze nei programmi di preparazione atletica rientra nella prospettiva della Medicina delle 4P (preventiva, predittiva, personalizzata e partecipativa), contribuendo a sviluppare strategie di nutrizione di precisione volte a ottimizzare performance, recupero e salute a lungo termine degli atleti.




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