Panoramica e aggiornamenti sulla Normal Weight Obesity: una revisione narrativa

Nell’ambito delle attività AT 4.2 (Raccolta e analisi di dati per la Valutazione dello stato nutrizionale), AT 4.3 (Produzione e analisi di dati dei fenotipi di obesità), AT 4.4 (Valutazione delle abitudini alimentari abituali e del livello di attività motoria) e AT 4.8 (La nutrizione di precisione: nutrigenomica, nutrigenetica ed epigenetica), l’Unità Operativa UniTorV ha condotto una revisione narrativa focalizzata sul fenotipo di obesità normopeso (Normal Weight Obesity, NWO), una condizione caratterizzata da un eccesso di massa grassa in presenza di un indice di massa corporea (body mass index, BMI) nei limiti di normalità. L’obiettivo principale è stato sintetizzare le evidenze disponibili su definizione, metodi diagnostici, meccanismi fisiopatologici e implicazioni cliniche della NWO, con particolare attenzione ai profili cardiometabolici, infiammatori e genetici, in un’ottica di fenotipizzazione avanzata del rischio.

La revisione è stata condotta interrogando il database PubMed (2005–2025), applicando il filtro “free full text” e utilizzando come parole chiave “normal weight obesity” e “normal weight obese”. Il processo di selezione, svolto da tre ricercatori in modo indipendente e in accordo con le principali linee guida per le revisioni sistematiche, ha portato all’inclusione di 71 articoli. I lavori considerati coprono diversi ambiti: definizione operativa di NWO, valutazione della composizione corporea, prevalenza nei vari contesti geografici ed etnici, associazioni con patologie cardiometaboliche, marker infiammatori e profili genetici, fino alle prime evidenze su microbiota intestinale e rischio a lungo termine.

I risultati evidenziano che la sola classificazione basata sul BMI sottostima in modo sostanziale il carico di obesità: in diverse coorti, il BMI mostra una sensibilità di circa il 50% nell’identificare soggetti con eccesso di massa grassa e può non riconoscere fino a circa la metà degli individui a rischio. La NWO è definita da un BMI nel range 18,5–24,9 kg/m² associato a una percentuale di massa grassa elevata, spesso con accumulo di tessuto adiposo viscerale. Viene ribadito il ruolo della dual-energy X-ray absorptiometry (DXA) come gold standard per la misurazione della composizione corporea, con bioimpedenziometria e plicometria come strumenti alternativi, seppur meno accurati, nei contesti dove la DXA non sia disponibile.

Dal punto di vista clinico, la revisione documenta come i soggetti con NWO presentino un profilo cardiometabolico sfavorevole, caratterizzato da più elevata prevalenza di dislipidemia, ipertensione, resistenza insulinica, sindrome metabolica, diabete mellito tipo 2, malattia cardiovascolare e steatosi epatica non alcolica, oltre ad alterazioni renali e respiratorie. La NWO è inoltre frequentemente associata a riduzione della massa e della funzione muscolare (fino a quadri di obesità sarcopenica), a livelli aumentati di marker di infiammazione cronica di basso grado e stress ossidativo e a un peggioramento dello stato di salute globale, anche in assenza di un BMI francamente patologico.

La revisione integra anche le evidenze emergenti sul ruolo dei fattori genetici e del microbiota. Polimorfismi in geni coinvolti nella regolazione della risposta infiammatoria e del metabolismo (ad esempio IL-6, IL-1Ra, IL-15Ra, MTHFR) risultano associati a una maggiore suscettibilità alla NWO e a un profilo metabolico più compromesso. Parallelamente, studi recenti mostrano firme specifiche di microbiota intestinale nei soggetti con NWO, correlate a un incremento del rischio di eventi cardiometabolici e di mortalità, suggerendo un’interazione stretta tra composizione corporea, infiammazione, genetica e ecosistema intestinale.

Sul versante comportamentale, emerge un pattern ricorrente caratterizzato da basso livello di attività fisica, elevata sedentarietà e frequente consumo di alimenti ultra-processati e ad alta densità energetica, a fronte di un apporto relativamente scarso di alimenti freschi e ricchi di fibre. Le strategie di prevenzione e trattamento proposte si basano quindi su un approccio integrato che includa interventi nutrizionali mirati alla riduzione del grasso viscerale e alla preservazione della massa muscolare, programmi strutturati di attività fisica e una più accurata stratificazione del rischio mediante la valutazione della composizione corporea e, dove possibile, di marker genetici e microbiotici.

Nel complesso, il lavoro propone la Normal Weight Obesity come fenotipo chiave per la valutazione del rischio cardiometabolico nei soggetti apparentemente normopeso, sottolineando l’urgenza di superare l’uso esclusivo del BMI e di integrare metodiche di analisi della composizione corporea (in primis la DXA) nella pratica clinica e nei programmi di prevenzione. Questa prospettiva è pienamente allineata ai principi della Medicina delle 4P (predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa) e agli obiettivi del progetto MOODSalute, orientati a una caratterizzazione più fine dei fenotipi di obesità e allo sviluppo di percorsi di nutrizione di precisione.

Vedi il link dell’articolo.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *