Le valorizzazione del Progetto
Descrizione delle modalità con le quali si prevede di valorizzare i risultati della ricerca e renderli replicabili
Il livello di salute della popolazione italiana si colloca ai primi posti rispetto a quello degli altri Paesi industrializzati grazie ai notevoli investimenti pubblici in Sanità. Per la maggior parte, questi investimenti si traducono in progetti di potenziamento delle infrastrutture e, negli ultimi anni, in progetti miranti al consolidamento e alla condivisione tra enti ed istituti delle informazioni cliniche.
Profondamente radicate nello stile di vita generale della società contemporanea, le abitudini alimentari rappresentano un importante determinante della salute e della longevità. In questo contesto, viene attribuita una crescente rilevanza al ruolo della dieta mediterranea quale mezzo per prolungare la durata della salute e della vita.
La presente proposta progettuale si fonda sull’associazione riconosciuta tra sicurezza e qualità nutrizionale, abitudini alimentari, modulazione epigenetica e variazioni del microbiota intestinale, tutti fattori che sono stati separatamente correlati con l’invecchiamento sano in modelli umani e/o animali.
L’aggregazione delle informazioni ambientali, legati alla sicurezza alimentare e alla qualità nutrizionale e cliniche, però, risulta di scarso impatto sulle capacità di curare il paziente e sulla possibilità di una contemporanea ottimizzazione della spesa del trattamento se mancano strumenti di elaborazione in grado di una analisi profonda, multidimensionale ed integrata delle informazioni disponibili.
Con il Progetto MOOD si vuole esplorare l’ambito di una sanità innovativa, in cui da una parte si aggregano fonti informative eterogenee alcune delle quali (informazioni cliniche/biomolecolari/genetiche/genomiche e abitudini alimentari) così di frontiera da non essere ancora parte della prassi clinica, dall’altra si mettono in campo strumenti di analisi e di mining così avanzati da inferire nuova conoscenza e nuove metodologie di immediata applicazione nelle fasi diagnostiche e terapeutiche.
Il progetto intende sviluppare metodologie e strumenti utili allo specialista clinico, in primis per la individualizzazione dei percorsi diagnostici e terapeutici. Ciò sia in termini di ricerca delle azioni terapeutiche più efficaci che in termini di monitoraggio assistito dei progressi del paziente (follow up).
Tra gli scopi del progetto vi è quello di studiare i ruoli distintivi e interattivi dell’epigenetica, di singoli alimenti e delle modalità di assunzione alimentare nel determinare la suscettibilità alle malattie e la predisposizione alla longevità. A tal fine, l’UO-UniSS propone quale modello di studio una coorte multigenerazionale di individui nati e residenti in un’area della Sardegna nota per l’eccezionale longevità dei suoi abitanti e denominata “Blue Zone”. A tale azione “verticale” si affiancherà un’azione trasversale consistente nell’interazione col network di centri appartenenti a territori italiani differenti – sviluppo/co-sviluppo di tecnologie per la raccolta di dati su alimentazione, ambiente e stili di vita. La collaborazione mirerà alla condivisione di protocolli nonché allo sviluppo di metriche per la misurazione dello stato di salute, del benessere alimentare e degli effetti positivi di una buona alimentazione. In particolare, tra i risultati di tale indagine ci si attende di individuare, mediante statistiche multivariate, un certo numero di alimenti tradizionalmente consumati dalle coorti residenti nelle aree longeve (vegetali, frutta, erbe della tradizione locale, tuberi, prodotti lattiero-caseari e di alveare) che presentino associazione significativa con traiettorie individuali positive per la salute. Le indagini verteranno quindi sull’approfondimento delle caratteristiche strutturali e funzionali di tali alimenti mediante l’uso di tecnologie analitiche avanzate, mirate alla caratterizzazione del contenuto in elementi in tracce (selenio, ferro), polifenoli ed altre molecole antiossidanti, acidi grassi compresi quelli con numero dispari di atomi di carbonio o a catena ramificata, nonché, nell’ambito della food safety, molecole ad azione tossica quali alcuni endocrine disruptors. I risultati di queste indagini potrebbero essere potenzialmente implementabili in tutto il territorio nazionale (specie nel Meridione) estendendo in tal modo i beneficiari di interventi nutrizionali con effetto positivo sulla salute.
È importante sottolineare la valenza delle soluzioni che si svilupperanno per la prevenzione, diagnosi e terapia nutrizionale dei pazienti affetti da malnutrizione, facilmente adottabili dagli stakeholders, che se ne vorranno avvalere.
La valorizzazione dei risultati scaturiti dalla realizzazione del progetto verrà attuata sia a livello scientifico-professionale che divulgativo alla popolazione generale.
Per la valorizzazione dei risultati si prevede la pubblicazione di articoli scientifici presentati alle principali riviste di ricerca internazionali peer-reviewed ad alto impatto anche in forma open access per garantirne un’ampia diffusione; articoli nelle riviste professionali per le comunità professionali che saranno anche destinatarie degli eventi di networking. Per la diffusione sul territorio nazionale dei risultati del Progetto relativi alla promozione del paniere salutare mediterraneo della DIMIR e al processo NACCP, l’UO-UniTorV si avvarrà della consulenza della Coldiretti.
Per quanto riguarda il target di professionisti della nutrizione, le pubblicazioni scientifiche saranno uno dei mezzi migliori per diffondere i risultati del progetto. Il progetto prevedrà la stesura e la pubblicazione di articoli scientifici peer-review focalizzati sul database, e quindi sui valori di scores dei prodotti alimentari crudi e cotti, alimenti trasformati, alimenti animali e vegetali, effetti delle procedure di cottura. Successivamente alla validazione e applicazione del NII sui vari modelli dietetici e dopo studio osservazionale sull’uomo, sarà possibile pubblicare una serie di articoli che dimostri la validità del NII nel correlare il consumo di alimenti a basso potenziale infiammatorio con la diminuzione del rischio di patologie degenerative in coorti di soggetti con diverso status metabolico. La selezione delle riviste si baserà sul loro fattore di impatto e sull’accessibilità a un pubblico ampio e pertinente. Quando possibile, i partner selezioneranno le riviste che forniscono accesso aperto.
Saranno elaborate delle Linee guida che possano favorire la transizione verso una Dieta Mediterranea di Riferimento, basata su un paniere di alimenti sicuri e di qualità. Le linee guida potranno proporre piani di intervento in grado di coinvolgere i diversi attori (economici, sociali, consumatori, cittadini, ecc.) attraverso strumenti diversificati. Questi strumenti potranno essere attivati ad hoc o organizzati attraverso un quadro complessivo di politica sanitaria Regionale e Nazionale, che, coerentemente con indirizzi europei e/o nazionali, si ponga obiettivi articolati e differenziati, prevedendo la sinergia tra le politiche agricole con quelle sanitarie, coerentemente con un’impostazione olistica della salute umana (One Health).
Relativamente alla promozione dei prodotti di qualità del Paniere salutare Mediterraneo, la piattaforma sarà accessibile via web e consentirà di costituire una banca dati costantemente aggiornabile e incrementabile in futuro.
È prevista una sezione riservata, il cui accesso sarà consentito esclusivamente alle UUOO di progetto, unitamente ad un’area protetta consultabile, in base a livelli differenziati di credenziali, non solo da Enti e professionisti sanitari, ma anche da Aziende del settore agroalimentare per promuovere una gestione e comunicazione documentata dei prodotti. Un’area completamente pubblica sarà accessibile ai consumatori che disporranno di uno strumento utile per effettuare scelte veramente consapevoli e guidate nel caso di preferenze ma soprattutto di esigenze alimentari.
Per la diffusione sul territorio nazione dei risultati del Progetto relativi alla promozione del paniere salutare della DIMIR e al processo NACCP, Coldiretti metterà a disposizione i propri canali di attività di informazione rivolta sia alle imprese agricole, sia ai cittadini consumatori come descritto nell’AT7.2.
Inoltre, come in AT7.2, Coldiretti si occuperà della valorizzazione della vendita diretta dei prodotti del PAS attraverso i mercati di Campagna Amica e darà il suo contributo per approfondimenti scientifici in merito alle implicazioni negative legate al metodo Nutriscore e identificazione di un sistema di etichettatura nutrizionale effettivamente in grado di valorizzare i punti di forza della Dieta Mediterranea.
L’AT 4.10 realizzerà una rubrica social che prevede la pubblicazione periodica sui principali Social Network di nuovi contenuti di educazione alimentare insieme alla possibilità di interagire scrivendo in direct con una dietista per avere informazioni specifiche riguardanti nutrizione, la dieta mediterranea e la sostenibilità ambientale. La creazione di infografiche esplicative avrà l’obiettivo di rendere pratici e accattivanti gli argomenti trattati, mantenendo allo stesso tempo il carattere scientifico.
Per una opportuna diffusione dell’utilizzo dell’Indice di Adeguatezza Mediterraneo (MAI) a livello di popolazione, in applicazione di piani di prevenzione sanitaria nazionale, la UO-UniTorV, realizzerà un calcolatore del MAI fruibile da applicazione mobile, per Android e iPhone.
Non solo pubblicazioni scientifiche, ma anche una serie di eventi di formazione potrà essere messa in atto per la divulgazione dei risultati ottenuti. Nella fattispecie, sarà organizzato un webinar per nutrizionisti e dietologi italiani per presentare i risultati dello studio e fornire informazioni su come utilizzare NII nei pazienti. Verrà creato un sito web ad hoc in cui il database NII sarà liberamente accessibile insieme a informazioni per la sua comprensione e utilizzo, nelle forme di documenti ad accesso libero, materiali online ed eventi relativi al progetto. In questo modo i professionisti della clinica potranno affiancare alle loro routinarie analisi nutrizionali anche la determinazione del potenziale infiammatorio della dieta dei loro pazienti, e potranno correggere determinate abitudini alimentari in modo da portare beneficio alla loro salute.
Per quanto riguarda la popolazione generale, i risultati del progetto potranno essere valorizzati a diverse categorie di professionisti, quali ristoratori, gastronomi e anche ai cittadini che hanno interesse nella scelta di alimenti che possano impattare positivamente sulla loro salute.
Infatti, la strategia di comunicazione promuoverà la consapevolezza industriale e pubblica e la partecipazione dei cittadini al fine di garantire la rilevanza sociale e l’accettabilità del progetto, promuovendo l’educazione alimentare. Nello specifico saranno organizzati webinar per operatori del settore gastronomico (Chef, ristoratori ecc.) e studenti delle scuole alberghiere dove verranno presentati i principali risultati dello studio con suggerimenti pratici basati su alimenti antinfiammatori e metodi di cottura ottimali. Nella città di Teramo sarà organizzato un evento pubblico per i consumatori con talk e una tavola rotonda incentrato sul ruolo antinfiammatorio degli alimenti e delle diete. Inoltre, verranno valutate le NII dietetiche di volontari presenti all’evento e confrontate con i valori del modello alimentare sano. Un volantino e una brochure saranno progettati per essere distribuiti in formato digitale o stampati secondo necessità in occasione di eventi e inviati alle organizzazioni competenti nel settore alimentare o alle associazioni dei consumatori. Verrà preparato e reso accessibile su Internet un video esplicativo del progetto. Il progetto massimizzerà inoltre il suo impatto utilizzando i social media per comunicare i suoi risultati ed eventi, nonché per coinvolgere (ed essere coinvolto) il pubblico in generale.
FONDO DEL PROGETTO
Traiettoria 5 “Nutraceutica, nutrigenomica e alimenti funzionali”. – Linea di azione 5.1 “Creazione di un programma di azione per la lotta alla malnutrizione in tutte le sue forme e per la diffusione dei principi della dieta mediterranea” – Piano Sviluppo e Coesione Salute. Ministero della Salute;
DENOMINAZIONE E CODICE PROGETTO