Consumo di pesce e integrazione di DHA durante la gravidanza

Designed by Freepik

Nell’ambito delle attività AT 4.2 (Raccolta e analisi di dati per la Valutazione dello stato nutrizionale), AT 4.3 (Produzione e analisi di dati dei fenotipi di obesità), AT 4.4 (Valutazione delle abitudini alimentari abituali e del livello di attività motoria) e AT 4.8 (La nutrizione di precisione: nutrigenomica, nutrigenetica ed epigenetica), l’Unità Operativa UniTorV ha condotto uno studio incentrato sugli effetti del consumo di pesce e integrazione di DHA durante la gravidanza. Il consumo di pesce e l’integrazione di DHA sono stati spesso associati a diversi benefici per la salute, specialmente durante la gravidanza e per lo sviluppo neonatale. Lo studio ha valutato l’impatto del consumo di pesce durante la gravidanza e sugli esisti neonatali in 404 donne. I dati raccolti hanno evidenziato un consumo di pesce di almeno 3 volte alla settimana nel 24.8% (n=100) e di 1-2 volte alla settimana nel 67.3% (n=272); mentre 92.1% (n=372) delle partecipanti riferiva un consumo meno di una volta a settimana e l’8.2% (n=32) non consumava mai pesce. Riguardo alla supplementazione di DHA, il 46% (n=187) del campione assumeva integratori, rispetto al 54% (n=217) che non ha seguito un’integrazione specifica. Sono state osservate differenze significative in relazione all’aumento di peso in gravidanza fra chi consumava pesce per più di 3 volte alla settimana, e chi ne consumava 1-2 volte (rispettivamente p=0.05 e p < 0.001). Per quanto riguarda gli esiti neonatali, sono state riportate differenze significative nel peso (p=0.03) e nella lunghezza alla nascita (p=0.01), tra chi non consumava pesce e chi lo consumava più di 3 volte. I risultati hanno evidenziato l’importanza di un consumo di pesce pari o superiore a 3 volte nell’arco della settimana, in associazione all’integrazione di omega-3, al fine di prevenire eventuali complicazione e migliorare lo sviluppo fetale.
Vedi il link dell’articolo (https://www.mdpi.com/journal/nutrients )