L’associazione tra l’obesità e la riduzione del contenuto minerale osseo
L’associazione tra l’obesità e la riduzione del contenuto minerale osseo corretto per il peso negli anziani: Un nuovo paradigma in contrasto con il paradosso dell’obesità
Nell’ambito delle attività AT 4.2 (Raccolta e analisi di dati per la Valutazione dello stato nutrizionale), AT 4.3 (Produzione e analisi di dati dei fenotipi di obesità), AT 4.4 (Valutazione delle abitudini alimentari abituali e del livello di attività motoria) e AT 4.8 (La nutrizione di precisione: nutrigenomica, nutrigenetica ed epigenetica), l’Unità Operativa UniTorV ha condotto uno studio incentrato sull’associazione tra l’obesità e la salute ossea.
In particolare, la ricerca si è focalizzata sull’associazione tra il peso e il grasso corporeo, e il contenuto (BMC) e la densità minerale ossea (BMD). L’obiettivo primario è stato valutare la massa ossea attraverso le categorie di BMI negli adulti anziani di entrambi i sessi, prendendo in considerazione il contenuto minerale osseo standardizzato dopo l’aggiustamento per il peso corporeo, espresso in percentuale (w-BMC%), al fine di evitare qualsiasi bias interpretativo tra le categorie di BMI. L’obiettivo secondario è stato chiarire se l’obesità abbia un ruolo protettivo per la salute delle ossa e quindi confermare o smentire il concetto di “paradosso dell’obesità”.
Lo studio si è concentrato su 1404 volontari di età superiore ai 60 anni (796 donne e 608 uomini) e BMI superiore a 18.5 kg/m2, tutti sottoposti ad analisi della composizione corporea, tramite la dual X-ray absorptiometry (DXA).
I risultati hanno indicato una correlazione positiva tra il BMI e la BMC, sia nelle donne che negli uomini (entrambi p < 0.0001). Tuttavia, è stata osservata una correlazione negativa tra BMI e w-BMC% in tutti e due i sessi (donne p < 0.001; uomini p < 0.001). Infine, è stata evidenziata un’associazione tra l’aumento del rapporto grasso del tronco / massa magra degli arti e una w-BMC% più bassa, sia nelle donne (p < 0.001) che negli uomini (p < 0.0001).
I risultati sottolineano quindi che gli individui obesi mostrano una w-BMC% più bassa rispetto ai normopeso o sovrappeso. Nonostante una BMD più elevata, gli individui obesi presentano un aumentato rischio di fratture vertebrali, soprattutto quando associato ad obesità addominale. L’obesità centrale e la sarcopenia sembrano agire sinergicamente, accentuando l’infiammazione cronica e contribuendo alla riduzione della massa ossea. Queste scoperte possono orientare ad approcci più mirati nella gestione della salute ossea nei pazienti affetti da obesità, in un’ottica di prevenzione e personalizzazione del trattamento terapeutico.



