Nutrigenetica e dieta Mediterranea
Nutrigenetica e dieta Mediterranea
Lo studio condotto dal Prof.ssa Ester Vitacolonna dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti- Pescara e dal suo gruppo di ricerca, intitolato “Genetic Variants in CD36 Involved in Fat Taste Perception: Association with Anthropometric and Clinical Parameters in Overweight and Obese Subjects Affected by Type 2 Diabetes or Dysglycemia—A Pilot Study”, recentemente pubblicato sulla rivista Nutrients (https://doi.org/10.3390/nu15214656), ha avuto come obiettivo l’identificare gli effetti di particolari geni che regolano la percezione del gusto. Sono stati inclusi nello studio soggetti obesi o sovrappeso affetti da Diabete di tipo 2 o ridotta tolleranza ai carboidrati, inseriti in un programma nutrizionale e di modifiche dello stile di vita intensivo. La ricerca si colloca all’interno del Progetto MOOD (“MOdello di prOgettazione della rete dei sistemi di sicurezza alimentare e qualità nutrizionale della Dieta Mediterranea per la difesa della salute in Italia: applicazione del processo Nutrient Analysis of Critical Control Point”) supportato dal Ministero della Salute all’interno della Traiettoria 5 “Nutraceutica, nutrigenomica e alimenti funzionali”.
I dati dello studio mostrano associazioni significative tra una specifica variante nel gene CD36 ed il peso corporeo (p = 0.025), la circonferenza vita (p = 0.042), i livelli di trigliceridi (p = 0.047) ed i valori di emoglobina glicata (p = 0.012) sin dall’inizio dell’intervento sullo stile di vita. Si sottolinea che i soggetti portatori della variante nel gene CD36 presentavano un più basso BMI rispetto ai soggetti non portatori rispettivamente all’inizio e alla fine del programma nutrizionale.
La glicoproteina CD36 è coinvolta nella regolazione della sensibilità ai lipidi e quindi ai cibi grassi ma anche nell’assorbimento degli stessi lipidi. Sono state identificate varianti nel gene CD36 che influenzano i livelli di espressione della proteina stessa e che possono contribuire ad un aumento del rischio di obesità agendo sulla variabilità individuale nella percezione degli acidi grassi influenzando così le nostre preferenze alimentari. Studi estremamente significativi mostrano che il gene CD36 sembra essere coinvolto nella fisiopatologia di numerose patologie croniche (obesità, diabete, ma anche neoplasie…)
Nel presente studio, analizzando le abitudini alimentari dei partecipanti con particolare riguardo all’aderenza ad un modello alimentare sano, come quello della Dieta Mediterranea, nei portatori della variante nel gene CD36 è stata osservata una riduzione nel consumo di grassi (soffritto, carni rosse/lavorate, burro/panna/margarina).
Lo studio mostra come varianti nel gene CD36, influenzando le scelte alimentari, possono agire sui parametri clinici e antropometrici in soggetti obesi o sovrappeso affetti da Diabete di tipo 2 o ridotta tolleranza ai carboidrati e potrebbero di conseguenza influenzare il successo dell’intervento nutrizionale e di modifiche dello stile di vita.
I risultati rafforzano l’importante relazione tra componente genetica, stile di vita, e patologie metaboliche sottolineando importanti implicazioni per lo stato nutrizionale e di salute individuale. Tali conoscenze forniscono dati utili per la cosiddetta “nutrizione di precisione” che veda la dieta mediterranea come protagonista e obiettivo prioritario da perseguire.
Referenza
Franzago, M.; Borrelli, P.; Di Nicola, M.; Stuppia, L.; Vitacolonna, E. Genetic Variants in CD36 Involved in Fat Taste Perception: Association with Anthropometric and Clinical Parameters in Overweight and Obese Subjects Affected by Type 2 Diabetes or Dysglycemia—A Pilot Study. Nutrients 2023, 15, 4656.
https://doi.org/10.3390/nu15214656



